Dalla morte dell'abate Raffaele De Cesare alla celebrazione del capitolo generale passarono tre mesi e mezzo. In seguito ad una lettera del cardinale protettore Fabio M. Asquini, del 3 aprile 1850, si presero subito alcune importanti deliberazioni, tra cui quella di ricostituire ad Airola la famiglia monastica completa di almeno 10 religiosi con l'apertura dell'alunnato.
Per giungere all'elezione di Giuseppe Svizzeri si richiesero ben 42 scrutini, un primato assoluto in tutta la storia di Montevergine.
Anche lo Svizzeri, come il suo predecessore, ricevette la benedizione abbaziale dal vescovo di Avellino, Giuseppe Maniscalchi.
Ci piace segnalare in questo triennio l'inizio della strada rotabile da Mercogliano al santuario, dovuta all'energica e costante volontà di Guglielmo De Cesare. Rimase invece, per ora, inattuato un progetto accarezzato dal cardinale Asquini, di innalzare una statua di marmo in Vaticano in onore di S. Guglielmo.
Dopo il suo governo abbaziale, lo Svizzeri visse ancora tre anni, finché morì il 19 luglio 1856, all'età di 79 anni. Con lui scompariva l'ultimo verginiano del periodo prima della soppressione del 1807. Nel suo triennio di governo non fece molto, ma forse i tempi non permettevano di più.